Roma razionalista

Il Piano del 1931 impone a Roma un linguaggio nuovo e austero: il razionalismo di Stato. Piacentini e Giovannoni guidano la trasformazione, tra sventramenti che aprono la Via dell’Impero e la Via della Conciliazione, e nuovi cantieri monumentali come l’EUR. Edifici pubblici, caserme e uffici postali sostituiscono il decoro umbertino con volumi essenziali, superfici lisce, geometrie di regime.